Vino, birra e superalcolici

Si tratta di tre bevande contenenti alcol, ma in percentuali differenti:
  • nel vino varia dal 4,5 al 22% (mediamente 10-13%);
  • nella birra 4% (alcune birre ne contengono 1'8%);
  • i superalcolici hanno mediamente fra il 30 e il 40% di alcol.

Evidentemente i superalcolici devono essere assunti a dosi assai limitate e assolutamente a stomaco pieno.
Purtroppo la birra viene consumata frequentemente fuori pasto, a dosi smodate dal 64% dei giovani (come risulta da una recente inchiesta effettuata nelle discoteche).
In ogni caso solo il vino contiene una serie di polifenoli ai quali viene attribuita, oggi, la maggior parte delle sue proprietà protettive e curative.
L'azione benefica di queste sostanze è testimoniata dal fatto che oggi i bioflavonodi, 
che altro non sono se non polifenoli, sono contenuti in molti farmaci.


FLAVONOIDI CONTENUTI NEL VINO

  • Antocianidine (o antociani) , cianidina, malvidina, peonidina, petunidina,
  • Flavonoli, campferolo, miricetina, quercetina, Flavani (o tannini) 
  • catechine, gallocatechine, leucocianidine, leucodelfinidine, procianidine

Occorre poi aggiungere il resveratrolo, isolato la prima volta nella vite verso la fine degli anni Ottanta da M. Fregoni, docente di Viticultura, Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza, che è un simil polifenolo, le cui proprietà terapeutiche sono ben note nei paesi orientali, ove con questa sostanza (kojo kon in giapponese, principio attivo di farmaci, contenuto anche nelle arachidi, negli anacardi, nell'eucalipto) vengono curate le dermatiti suppurative, la gonorrea, il piede d'atleta, il favus, l'iperlipemia, l'aterosclerosi e varie altre patologie.

M. Groenback (Istituto di Medicina dell'Ospedale di Copenhagen, "British Medical Journal" ,1995) comparando i tre tipi di bevande (vino, birra e superalcolici) le ha messe in relazione al tasso di mortalità, controllando 13.000 soggetti per 12 anni consecutivi, pervenendo alla conclusione che il vino
è la bevanda alcolica più consona al nostro organismo per avere più probabilità di lunga vita.
Questo vantaggio del vino sulle altre bevande sembra attribuibile non all'alcol 
ma alla presenza dei polifenoli nel vino.
A queste sostanze, tra le altre, è attribuita con certezza la proprietà antiossidante.
La rivista americana 'Lancet' (dicembre 1994) riporta che l'ingestione di un bicchiere di vino rosso produce dopo 30 minuti un notevole aumento della capacità antiossidante nel sangue.

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