I Greci rappresentavano il vino sotto tre aspetti:
    1. alimento (nutrimento)
    2. rimedio (medicinale)
    3. bevanda tossica
Occorre tenere presente che gli effetti del vino variano naturalmente secondo le dosi consumate.
È tuttavia necessario che il vino sia sempre assunto con adeguate quantità di principi nutritivi e, in particolare,
con proteine animali e con vitamine (specialmente quelle appartenenti al gruppo B).
È importante inoltre consumare vino tutti i giorni per non perdere l'azione anti radicali liberi (considerati responsabili dell'invecchiamento), che si esaurisce nell'arco delle 24 ore.

Non dimentichiamo, infine, quanto affermato da L.Tullé: "
la salute non si misura co
n il termometro, ma con il bicchiere di vino".
Se uno lo beve e lo gusta significa che sta bene, se lo rifiuta vuol dire che sta male".
C'è dunque una sorta di autoregolazione, ovviamente nei non etilisti, circa il consumo moderato di vino.

Condivide quest'opinione E. A. Maury, che afferma:"Al vino si può ricorrere né più né meno come a un farmaco" (Signez vous pur le vin, Editions universitaires, Paris, 1983)

come si legge anche nel Trattato di Farmacologia e Farmacoterapia di E.Adami"Le azioni dell'alcol ora positive ora negative sono da collegarsi alla quantità ingerita"

Quando la dose è quella consigliata, dal vino si ricevono, oltre al piacere di gradevoli sensazioni olfattive e gustative, anche benefici fisiologici, nutrizionali e farmacologici.

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